Le storie scacciamorte


In una fetta di orologio grasso c'era un tempo minuscolo che venne chiamato morte. Questa forma di accidia temporale sorprese gli abitanti di Vicolla nel marzo del 1989. I campi si erano già allagati e la signora Bernarda non fu più in grado di attendere il frumento maturo così quella volta pensò con garbo ristretto di andare dal parrucchiere sotto casa, o meglio, sopra casa, si direbbe in un mondo senza orologi grassi. Mise così in tasca un fagiolo di tenerezza e disse al marito: caro, non c'è più tempo per il lavoro, vado a sorridere. Teneva il fagiolo in tasca ed entrò, o meglio, uscì verso l'entrata del parrucchiere. La signora Bernarda non fece nemmeno in tempo, appunto, a dire - mi acconci, Gervaso, mi acconci come può - che vide i suoi genitori seduti comodamente, con mantellina e capelli bagnati, pronti per farsi aggiustare il tempo capelluto o cuoio, si direbbe secondo le cartografie antiche. Rimasero immobili contro lo specchio per tutto il tempo degli orologi grassi. Poi la signora Bernarda prese il posto di Gervaso per poter modellare meglio i capelli dei genitori imbustati, come morti, si direbbe. Il marito aspettò con ansia il ritorno di Bernarda: mise una pentola sul fuoco e ordinò le foglie del giardino in modo da formare una retta tangente il cerchio delle aiuole in un punto che decideva solo lui a caso, ogni volta diverso. Attese come si faceva prima che Vicolla venisse invasa dagli orologi magri, artefici di quello scandalo di quartiere spazio-temporale. Quindi si potrebbe dire che attese il passato, ciò che già si era compiuto nella tenuta estetica di Gervaso, lo scanzonato rappresentante di ferma-tempo. Bernarda non tornò a casa, come solitamente fece quando i campi ruotavano intorno al sole. Ogni tanto canticchiava qualcosa di incomprensibile dalla tasca del tempo minuscolo, un motivetto che il marito sentiva solo nel sonno. Era così felice nel guardarlo dormire da quella microscopica falda di cotone. Anche il fagiolo di tenerezza riprese la sua forma naturale. Non sarebbe più entrato nella tasca così si mise sotto, o meglio, sopra la faccia del marito, si direbbe in un mondo senza orologi grassi. Era il cuscino con cui andare-venire a trovare Bernarda. Si persero senza acconciature e solo allora tornarono a sorridere come i melograni aperti.

Racconto donato a defunto sconosciuto i cui dati anagrafici reali sono andati perduti. La foto fu scattata all'interno del cimitero di Catania. Le storie scacciamorte sono un esperimento sub-letterario. Non abbiatene paura.

 

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Marina Guerrisi

Organismo rabdomante in tazza da tè verde.