Noli me tangere

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Si muoveva con la grazia di chi si accinge a scomporre una foglia di menta in mille filamenti d’oro. Il solito portamento taciuto da lontano e poi condotto con una crescita discreta, l’avanzo di un lago forse, di fronte al primo saluto della giornata. Danzava fuori dalla morte. I capelli ricci le coprivano il collo fino alle spalle, trascorreva sempre una manciata di secondi a guardarli in faccia con il sorriso preso sulle punte dei piedi, a braccia tese chissà dove e poi lanciato contro il mondo. Frequentavano lo stesso corso di storia del cristianesimo. Teneva tra le mani la Bibbia come fosse una corteccia matura, nutrita dal sottobosco, umida e piena di muschio palpabile, di sudori. Si percepiva dal modo in cui, una volta aperto il grande libro, ne leggeva i versetti più ostici, legando la voce in un canto continuo, talmente piacevole da ferirli. Quando leggeva aveva la forma di una sacerdotessa. Cercavano di restare indifferenti a quel suono celestiale eppure una volta finito il suono, a loro sembrava ancora mancare. Passato lo strano effetto, spiegava i testi sacri con il tono bonario che solitamente hanno i religiosi, ad un certo punto si alzava in piedi e con una mano apriva l’aria. Non era una suora né una semplice studiosa. Era una trasfigurazione.  Nessuno seppe mai quale lotta avesse dentro; pareva non averne mai conosciuta una. Una mattina incontrò Matilde e prima che entrassero in aula le consegnò una serie di fogli. Poi aggiunse una domanda:

Tu chi sei? Maria, Giuda, Pietro o Giovanni?

Matilde non avrebbe mai pensato di poter rispondere a quesiti del genere. Diede un’occhiata ai fogli scritti e scorticò uno sguardo imbarazzato. Esistono i libri sacri perché intere generazioni di culture vollero conservare nomi di uomini e donne in grado di portarsi dietro conversioni, profezie e storie di popolo valide per tutti i tempi futuri – pensò – ma che fare con le domande sacre? Come scegliere tra così pochi esempi senza ragionare almeno un po’ sulla complessità, le sfumature falsificanti di ogni uomo? Tra i banchi dell’aula Matilde venne poi a sapere che la sacerdotessa ricciuta era in realtà una consacrata laica. Una sposa di Cristo nel mondo, come si dice. Esistono. Donne del genere vissero in comunità sin dai primi secoli cristiani ma sempre in numero limitato. Il problema era trovare l’inizio di quell’essere tutto proteso nel mondo, tutta corpo e anima riversati sul piano pubblico. Cos'è una consacrata? – chiese Matilde. [Nell’antica tradizione della tribù di Levi il corpo era sottoposto ad una forma di diritto particolare così da preservarne la contaminazione e a mantenere salda nel tempo la conservazione dell’etnia. Il corpo in questo modo pareva sottomettersi ad un’interpretazione tutta giuridica del suo agire, finalizzata alla conservazione dell’appartenenza sociale. Il Cristianesimo espone in realtà il corpo al di fuori di un confine giuridicamente superato, viola le norme precostituite, si muove tra i segni di una laicità posteriore al culto giudaico. E’ tutto svelato nell’apertura.] Una specie di donna – rispose. [Il Cristianesimo non ha mai rinunciato nel corso dei secoli a gettare in pasto al mondo un corpo che soffre. La manifestazione pubblica della confessione antica e del dolore condiviso rendeva l’unica testimonianza vera. Un penitente cui venivano rimessi i peccati doveva piegare la testa e colpirsi il petto alla vista di tutti: quel gesto segnava il limite tra il pubblico e il privato. Ma il corpo è di per sé fuori dal diritto, è un nascondiglio, una copertura perenne. È il privato per eccellenza. Il simbolo del Cristo risorto che non vuole essere toccato dalla donna spinge il suo corpo a non occupare in senso giuridico-sociale alcun luogo: il corpo è solo il luogo di un messaggio che la donna o chi per lei dovrà consegnare.] Perché hai scelto questo? – riprese Matilde. [Il corpo del Cristo si fa centro di una rivelazione non di un fatto storico. Esso è un evento che scardina la coerenza di ogni diritto storicamente costituito. Il corpo risorto è la comunicazione più radicale dell’uomo alla morte. Il Risorto è un modello di olismo per nulla occidentale. Non può chiedere alcuna costrizione sessuale. Il senso di questo paradosso si limita oggi a dirsi soltanto componente di una buona etica. Il Cristianesimo non è incorporeo ma iper-corporeo, è più del corpo stesso. Non lo annulla, lo aspetta e lo contrae, lo usa con tutto l’universo, lo benedice.] Perché ho scritto molto e mi sono innamorata – rispose. La consacrata accettò questo prestito fatale. Aveva esposto il suo corpo, restituendolo alla domanda, coprendolo vistosamente con la nudità di un’impertinenza: tu - invece - chi sei? Matilde pensò tutta la notte a quella donna così grande da tenere in ventre il mondo intero. La sacerdotessa scomparve dall'Università pochi mesi dopo. Il mondo rimase lì com’era prima. Per molto tempo Matilde non chiese a nessuno: tu chi sei? Le sembrava sciocco persino rispondere. In fondo, solo chi possiede un corpo-domanda può danzare così bene. Il resto è soltanto un po' di filosofia. [Le mistiche invece brillano molto perché tappano la superficie del desiderio con manti di altro desiderio. Sono stelle che camminano piene di insonnia.] Si chiese dove fossero oggi queste rare spose cedute al cielo. Le vide con la gonna ad ombrello, bianche, tornare con domande enormi, grandi quanto una testa di leone.

Questa storia è stata donata a Rosalba, 37 anni, biblista, teologa, consacrata. 

 

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Marina Guerrisi

Organismo rabdomante in tazza da tè verde.