Sull'invisibile pop e qualche capretto


Conviene, quando i casi lo permettono, armare minuti libretti d'istruzione per apprendere nascosti, segregati alla buona sotto le scrivanie d'ufficio, il funzionamento dei fiumi carsici e del carsismo in genere. Pensò questo quando tornando a casa vide Annina abbottonarsi il cappotto nascondendovi i capelli che sparirono ingrati quasi subito sotto le fodere. Cominciò così a rimuginare un senso dell'occulto varicoso, come quello delle donne parche, sulla sessantina, che bisbigliano un tantino erotiche sotto gli olmi di parco sempione alle tre di pomeriggio. Lo pensò anche quando la famiglia Ruchini chiese un mutuo, portandogli con benevolenza un capretto vivo legato alla macchina. Caprettomutuo mutuocapretto cosa metti nel tuo letto? - gli ripetevano in sonno. Tale uomo aveva se non altro sviluppato una certa abilità per riconoscere in ufficio i nascondigli di formiche giganti, blatte senza nome, barbette umide da soffitto, piccoli omini crociati, come li chiamava lui, residenti nei grumi di cavi elettrici. Era un segugio dell'invisibile brutto. Un metafisico, direte, ma della materia più ripugnante. Nulla di clinico. Il consulente finanziario era all'epoca una specie di mago specializzato nella distribuzione di denaro nascosto, liquido mai visto nè toccato da nessuno, eppure talmente capace di migliorare la vita che rivelarne i loculi più segreti divenne presto una moda. Previa una certa attitudine da investigatore, il carsismo divenne infatti una vera disciplina al tempo delle scorribande di capitale virtuale dentro la più comune vita degli uomini. Nonne e bambini, ad esempio, ripetevano parole a caso su spread, fiscal compact, mercati azionari, titoli di stato, senza conoscerne la minima ragione ma alludendo, forse per noia, ad una grande impresa di massa cui tutti erano chiamati a partecipare: la meravigliosa ricerca del capitale nascosto. 
Una coppia un giorno venne a chiedergli un piccolo prestito. Al finanziere toccò allora dilatare le pupille per amplificare le percezioni carsiche. Intuì con una calma paterna in quale modo varie forme di insettini mangia soldi sarebbero entrati dalle finestre di casa loro e disse: signori, pepe rosa su porte e finestre, pepe rosa senza indugio! I due sposini risposero eccitati: lo mettiamo sulle ante o anche sulle maniglie? Il consulente incalzò: fateci pure un bagno, tenendo una porta in mano, dopo averla smontata con cura s'intende, e poi sorridete. Fate questo ogni mattina per un anno. Poi tornate qui per il controllo. I due calvari viventi tornarono a casa speranzosi e iniziarono a smontare porte e finestre, baciandosi felici. Incipriarono il tutto di pepe rosa e poi uno alla volta si sdraiarono nella vasca da bagno con una porta, scattandosi una foto per certificare. Ogni mattina per trecentosessantacinque giorni prepararono bagni con porte e finestre. Solo qualche volta ridevano. Tornati dal consulente mago, mostrarono il lavoro carsico svolto insieme, tenendosi mano nella mano e sudando non poco. L'uomo apprezzò quel tipo di espiazione surreale e dopo aver miscelato qualche calcolo disse: bene, adesso il prestito sarà vostro. Riduciamo i bagni con le porte a uno al mese, per cautela. Ecco il denaro. 
C'erano fogli di varia natura sulla scrivania, l'uomo parlava agganciato alle carte, fumando con il gomito poggiato su di un oblò al decimo piano del grattacielo. Il denaro era poi rappresentato da una boccetta di pepe rosa ma sull'etichetta vi compariva la quota di cinquantamila euro. I due salutarono con discrezione per poi svenire come partorienti sul marciapiede, esausti dal massacro quotidiano. L'uomo rimase solo. I colleghi giudicavano le sue prestazioni ingannevoli ma non c'era nulla da fare: erano un successo. Anche loro del resto si concedevano alle fantasie più sfrenate per l'affidamento del denaro, simboli, ricette, gargarismi; un loro limite era forse la mancanza di umanità, la carenza del tocco mistico. La banca gongolava in ogni caso e sembrava proprio un periodo gaio per la ricerca del capitale nascosto. 
Una notte la famiglia Ruchini tornò a fargli visita in sogno. Caprettomutuo mutuocapretto cosa metti nel tuo letto? Erano spaventosi. Si svegliò nel panico. Si mosse verso la cucina, tremando. Sfogliò il suo libro preferito: Breve storia delle campionature. All'università era uno dei promessi per il posto di ricercatore, poi le cose si smontarono, come si smontano le porte al mattino presto, e fu assalito dalla sindrome del capitale nascosto. Annina però era bella, si vedeva in faccia. Non era un fiume carsico, era un mare furibondo. Ma le campionature pensò che lo fossero di più, così il giorno dopo escogitò un piano: basta prestiti ad hoc! Vogliamo scambiare pacchetti di sogni con contanti esistenti, visibili come Annina e il pepe rosa! Tutti iniziarono a scambiare il loro denaro in contanti con idee virtuali. In sostanza, una volta rotto il salvadanaio per dare tutto all'uomo carsico, si sarebbero ideati progetti virtuali per case grandiose, imprese, sposalizi. Se il denaro era diventato un'idea carsica allora tanto valeva scambiarla con altre idee. Ingegneri, architetti, avvocati, periti, iniziarono a preparare migliaia di modelli adatti ad ogni forrma di immaginazione ricevendo in cambio concreti bigliettoni senza più valore, da affidare alla banca in cambio di altre idee. Il capitale virtuale era morto. Esistevano soltanto sogni finti. La banca accumulò così tanta materia viva nelle casseforti che dopo breve tempo ricominciò a prestare denaro in cambio di idee da tenere in cassaforte. L'uomo carsico ebbe diversi malanni. Certi ritmi di conversione divennero insopportabili per lui. C'era ancora una volta l'inghippo del nascondimento a torturarlo: il denaro dove se ne va? e le idee, anche loro dove? Fu chiaro per lui che impazzire sarebbe stata una sana soluzione. Nulla di clinico. Lo trovate in campagna a staccare le ciliegie dai rami, ne tiene un paio in bocca e rinunciando per un secondo ad addentarle pensa alla faccia di Annina, sembra così esplosa da non scambiarla con niente.


Storia donata ad Alberto, 30 anni, Milano-Catania.
Consuelente finanziario.


 

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Marina Guerrisi

Organismo rabdomante in tazza da tè verde.