La piccola signora dell'orto

"Piccola signora dell'orto, prendi della stoffa e togliti la tristezza da sotto la fronte, da brava" - disse qualcuno nel silenzio di casa. Così la signora dell'orto prese un bavaglio di lenzuolo e si impegnò ad asciugare qualche lacrima. Poi con grande fatica si rimise al pianoforte, dicendo a se stessa che quattro figli erano stati anche troppi per tutta quella solitudine. Si armò di pazienza e cominciò a nascondere tutta la sua storia. A mani larghe ne prendeva quanto più possibile, rovesciandola grossolanamente nella ciotola del cane. Così fino a poter rispondere alla gente con sollievo, per non dire soddisfazione: non ricordo. Aveva scelto così, mica era una malattia. Granulato commestibile di storia personale in barattoli da duecento grammi. Il cane si arrotonda senza limite, scalcia nel sonno, vaga per le stanze di casa cadendo qua e là. La piccola signora dell'orto non dimentica mai di nutrirlo. E' dal tempo dei luccicanti granai d'Italia che esistono queste sacche pelose di ricordi. Un tizio ha detto che accostando l'orecchio al petto canino si sente il rumore di una caffettiera, imballata da un brusio strano. Come una giostra, un gorgogliare di bambini che fanno colazione.

Questa storia è un dono per Agata, 75 anni, Catania.

 

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Marina Guerrisi

Organismo rabdomante in tazza da tè verde.